Vi racconto la storia di
Cro', una bellissima gattina che quasi sicuramente
abbiamo salvato da una brutta fine. Adesso però non si chiama più Cro', si
chiama Molly, ve lo spiego dopo.
Le foto le trovate nella pagina "foto" oppure
cliccando il gatto 
Dunque. Questa estate (2002) verso la metà di agosto, Livio e Simonetta hanno
deciso di visitare i dintorni di Conegliano, approfittando del fatto che io già
c'ero con Lucia (la mamma di Lucia abita a Conegliano) e che mi ero offerto di fare loro
da guida.
Il giorno in cui Livio e Simonetta sono arrivati, abbiamo visitato Conegliano,
poi siamo andati all'agriturismo vicino a Follina dove erano alloggiati.
Sistemati i bagagli, ci siamo diretti verso Conegliano, dove erano invitati a
cena dalla mamma di Lucia, facendo però un percorso pittoresco e panoramico,
attraverso le colline.
Arrivati in località "Molinetto della Croda", abbiamo fatto una sosta
perché ritenevo che il Molinetto fosse meritevole di una breve visita.
Stavamo
gustando l'ambiente veramente gradevole, quando abbiamo sentito una specie di
forte pigolio. Abbiamo pensato ovviamente ad un uccello, ma poi l'insistenza del
richiamo ha indotto Livio a pensare che si trattasse di un gatto e non di un
uccello.
Abbiamo allora esaminato con attenzione la vegetazione sotto la croda
(la roccia), abbiamo notato dei movimenti in un piccolo cespuglio e individuato
finalmente la testa di un minuscolo gattino.
L'intervento di recupero è
stato rapido, dopo pochi secondi il palmo della mano di Livio reggeva uno
spauritissimo gattino che non riusciva a sorreggersi sulle zampette.
Abbiamo
inutilmente cercato un po' nelle immediate vicinanze per vedere se nei dintorni
ci fosse mamma gatta; ci siamo rivolti anche ai proprietari dell'unica
abitazione sovrastante la croda, pensando che il gattino potesse essere caduto
dall'alto, ma il nostro interlocutore ha affermato categoricamente (anche un po'
seccato) di non
possedere gatti.
Un rapido consulto per decidere il da farsi, l'ipotesi di
abbandonare la povera creatura al suo destino (facilmente intuibile quale, dal
momento che il gattino sembrava stremato) è stata subito scartata, e a quel
punto l'unica soluzione possibile era quella di tenerlo in attesa di trovare,
forse, una "famiglia di adozione".
Già, ma dove tenere la povera
gattina? Livio e Simonetta dovevano fermarsi due notti all'agriturismo,
sarebbero ripartiti per casa il terzo giorno. In un primo momento si era pensato
di lasciarla all'agriturismo in una scatola, ma poi l'idea non ci è sembrata
tanto buona, non si poteva abbandonarla in camera e tantomeno in cortile, dato
che circolava un grosso cane lupo, forse non aggressivo per gli umani, ma con un
povero gattino...
Pensiamo e ripensiamo alle possibili soluzioni, nessuna
delle quali è però attuabile; poi un'ispirazione: a pochissimi chilometri dal
Molinetto abitano Gianluigi e Annamaria, hanno una magnifica casa in collina,
con tanto spazio; forse potrebbero essere disponibili ad ospitare la gattina per
un paio di giorni. Cosa facciamo? Osiamo? Ma si, osiamo!
Sono quasi le venti
quando suoniamo al cancello della casa dei nostri amici: "ciao, sono Livio,
sono qui con Simonetta e Bruno, abbiamo un'emergenza..." Gianluigi è in
partenza, Annamaria ci fa entrare. Le esponiamo il problema. Il gattino non lo
può tenere, ma ospitare per due o tre giorni si.
Ci sentiamo sollevati.
Incomincia ora la ricerca di soluzione ai problemi pratici: dove lo mettiamo a
dormire? cosa gli diamo da mangiare?
Per il primo problema (dove dormire) la
soluzione è semplice: Annamaria gli (le) confeziona un giaciglio con una
scatola dai bordi alti e alcuni morbidi stracci. Non riusciamo però a darle da
mangiare, non è capace di autoalimentarsi. Annamaria ha un'idea: utilizzare un
contagocce, ne ha giusto messi da parte un paio (potrebbero sempre servire, non
si sa mai ...) Con il contagocce aspira un pochino di latte da un bicchiere di
plastica e avvicina lo strumento alla bocca della gattina. Funziona!!! La
gattina si mette a succhiare avidamente, il contagocce deve essere
"caricato" più volte. Aveva proprio fame, povera gattina!
Siamo
risollevati, la gattina è al sicuro e riesce a mangiare.
Il giorno dopo Livio e Simonetta fanno "visita" alla gattina, prima della
giornata alla scoperta del territorio.
Alla sera siamo invitati a cena da Annamaria e Gianluigi (ottima cena a base di
prodotti dell'orto dei nostri amici, rigorosamente biologici). Siamo molto
stupiti per la trasformazione della gattina: abbiamo lasciato un esserino
spaurito, che non si reggeva sulle zampette e ritroviamo un gattino vivace, che
si fa coccolare da tutti, che passa continuamente da una persona all'altra, che
assaggia ogni tipo di cibo (in piccolissime porzioni, ovviamente), che si
arrampica sulle gambe di tutti e addirittura all'interno dei pantaloni di
Gianluigi. E pensare che se fosse rimasta dove l'abbiamo non sarebbe certo
sopravissuta, forse non avrebbe visto l'alba...
Ora Cro è una bellissima
gattina, molto vivace ed affettuosa; ha cambiato nome, ai suoi "genitori
adottivi" il nome "Cro" suonava un po' troppo duro, hanno preferito un nome più
dolce, che ricordasse comunque il luogo del salvataggio, ovvero il Molinetto
della Croda: Molly!
Andate alla pagina delle foto e farete la conoscenza della
protagonista di questa piccola storia (potete anche cliccare sulla Molly
virtuale qui sotto)
