LUGLIO - AGOSTO 2002

DONAU (Danubio) DA PASSAU A
VIENNA IN BICI
Partecipanti:
Lucia e Bruno, Simonetta e Livio
Se volete vedere alcune foto, andate alla pagina
foto oppure

Sabato 27 luglio
Partenza di buonora, alle 5,15 Nel pomeriggio dobbiamo essere a
Schärding, in Austria, dove troveremo le bici noleggiate e l'albergo prenotato.
Viaggio senza problemi in autostrada, nonostante le catastrofiche previsioni
sull'intenso traffico. Verso il Brennero, dopo l'ultimo caffè italiano, il
tempo peggiora, il cielo diventa nuvoloso. In Austria troviamo la pioggia: nubi
molto basse ci impediscono purtroppo di godere del panorama delle Alpi
austriache.
Qualche rallentamento lo troviamo sull'autostrada in territorio tedesco, alla
confluenza dell'autostrada Brennero - Monaco con la Monaco - Vienna.
A Salisburgo usciamo dall'autostrada e imbocchiamo la statale per Mattsee; lungo
il percorso ammiriamo bellissimi balconi fioriti.
A Mattsee facciamo sosta, visitiamo il villaggio, piccolo e molto carino. Ci
concediamo il primo pranzo austriaco in un bel ristorante tipico: pesce con
contorno. Facciamo la conoscenza dell' "invadenza" del burro bavarese,
utilizzato a profusione; ci manca il nostro olio d'oliva e soprattutto il pane,
totalmente assente a tavola. Purtroppo, anche se non piove più, le nubi coprono
tutto il cielo e non ci permettono di gustare il bel panorama del laghetto.
Riprendiamo la strada per Schärding. Facciamo un'altra sosta a Obernborg, un
grazioso paesino con la piazza circondata dai tipici edifici con intonaco a
colori vivaci, diversi l'uno dall'altro, e decorazioni a stucchi.
Arriviamo a Schärding dopo circa 660 km verso le 16, in perfetto orario per
ritirare le bici all' Ober Touristik.
Alloggiamo all'albergo Wiedermeierhof, nello stile indicato dal nome. Camera e
trattamento discreti. Abbiamo anche il tempo di fare un giretto per vistare la
cittadina e passeggiare lungo l' Inn. Caratteristica la "porta
dell'acqua" che mette in comunicazione il lungofiume con il centro della
cittadina; targhe e iscrizioni testimoniano le diverse piene.
Domenica 28 luglio
Prima tappa: Schärding - Passau (16 km) e Engelhartszell - Brandstatt (46 km)
Inizia l'avventura in bici. Dobbiamo raggiungere Passau, fare una parte di
percorso in battello e completarlo con le bici.
Da Schärding prendiamo una pista ciclabile su sterrato che dovrebbe
costeggiare il fiume Inn. La pista, piuttosto dissestata e stretta, corre invece
in un bosco. Abbiamo già sbagliato la strada! Riusciamo però a riprendere la
vera pista e a raggiungere Passau dopo circa 16 km. Vorremmo trovare il tempo
per la visita di una delle più ridenti cittadine fluviali austriache; Passau
poi è una cittadina fluviale a pieno titolo in quanto si trova sulla confluenza
dell'Inn e del Donau. Invece dobbiamo salire sul battello (partenza alle ore 10)
perché il nostro itinerario prevede che una parte del percorso, da Passau a
Engelhartszell, sia fatta in battello. Poco male, ci ripromettiamo di tornarci
alla fine del tour; per ora ci godiamo un'ora e mezza di navigazione sul Donau.
Poco prima della meta facciamo anche l'esperienza delle chiuse per superare un
dislivello, sfruttato per la produzione di energia elettrica.
Il battello ci depone sulla riva destra, con un piccolo traghetto passiamo sulla
riva sinistra, dove passa la pista. Pedaliamo per una ventina di chilometri e
dove il fiume fa un'ampia ansa (Au) traghettiamo nuovamente in quanto la pista
riprende sulla riva destra (Schlögen).
Nota: la quasi totalità del percorso fino a Vienna si svolgerà su piste
ciclabili, riservate ai ciclisti e ai pedoni, con alcuni tratti accessibili ai
residenti e ai pescatori, comunque con traffico automobilistico scarsissimo o
assente.
Prima di riprendere a pedalare ci concediamo un gelato (in precedenza avevamo
fatto uno spuntino sul battello). Per arrivare alla meta ci sono ancora più di
venti chilometri, la pista è molto soleggiata, fa caldo, quindi sostiamo in
un'area attrezzata dove Livio e Bruno vogliono approfondire la conoscenza con la
gastronomia popolare austriaca e si concedono due belle porzioni di salsicce con
crauti al ginepro, accompagnate dalle immancabili birre. Ancora una decina di
chilometri e poi una sosta per una veloce visita di Aschach. Qui facciamo la
conoscenza con una modalità molto particolare di turismo; vediamo infatti una
giovane coppia con due bici, una stracarica di bagagli, l'altra con un
"rimorchietto" chiuso dal quale sono usciti prima un bambino, poi una
bambina più piccola e poi un altro bambino ancora più piccolo. Il giovane
papà trasportava oltre ai bagagli anche una tenda, per una vacanza sicuramente
alternativa!
Nel tardo pomeriggio arriviamo alla nostra meta: Brandstatt, un piccolissimo
agglomerato costituito dalla pensione con ristorante, dalla
"dépendance" dove abbiamo dormito, da un altro ristorante e da un
paio di case. La nostra pensione (Gasthof Dieplinger) è veramente
caratteristica, abbiamo le camere sul fiume con una grande terrazza per ammirare
il panorama o semplicemente per prendere il fresco. I gestori sono probabilmente
anche i "padroni " del villaggio, dato che tutte le abitazioni, tranne
il ristorante concorrente, hanno le targhette con lo stesso nome (Dieplinger),
compreso un approdo privato per barche e motoscafi.
La cena all'aperto, con vista fiume, è apprezzata: a parte la solita zuppa,
immancabile, la sogliola è buona, un po' meno la torta di verdure, ottimo il
gelato al pistacchio. Dato che le bevande sono escluse dal nostro
"pacchetto", dobbiamo chiedere il conto e la rotonda proprietaria ci
insegna gioiosamente come si chiede (zalen!) interrogandoci poi per verificare
l'apprendimento.
Non c'è niente da visitare, tranne una specie di recinto con dei cervi (li
alleveranno per il ristorante?), godiamo delle ultime ore di luce passeggiando
tra un canale con grossi pesci e il fiume e successivamente solo lungo il Donau;
temevamo per le zanzare, visto che siamo circondati da acqua, ma ce ne sono in
quantità limitate, meno che da noi. Di notte registriamo un discreto passaggio
di chiatte e di battelli turistici che risalgono il Danubio.
Lunedì 29
luglio
Seconda tappa: Brandstatt - Linz (38 km.)
Fortunatamente questa
tappa è più breve, la prima è stata piuttosto pesante.
Anziché riprendere la pista lungo il fiume, preferiamo fare una deviazione per
Eferding, sia per visitare la cittadina che per immergerci in un ambiente
diverso, meno turistico.
Eferding è una cittadina graziosa (mi rendo conto che mi sto ripetendo, ma le
cittadine e i villaggi che abbiamo visitato sono veramente carini!) Notevole la
chiesa di S. Ippolito e la piazza centrale. Un negozietto che vende accessori
per bici attira la mia attenzione e non resisto alla tentazione di comperare una
trombetta da mettere sul manubrio, che sostituirà l'anonimo campanello e per
attirare l'attenzione (non solo dei compagni di viaggio) e segnalare le
partenze, dopo le soste più o meno brevi.
Abbiamo qualche difficoltà di orientamento nonostante le cartine, ma un signore
molto gentile ci aiuterà a trovare il percorso per raggiungere nuovamente il
Donau.
L'ambiente che attraversiamo è molto diverso da quello a cui eravamo abituati:
lievemente ondulato anziché pianeggiante, con molti frutteti, terreni coltivati
ad ortaggi, piccolissimi nuclei costituiti essenzialmente da fattorie. Livio non
si lascia sfuggire l'occasione di documentare l'originalità delle strutture
(rispetto alle nostre) con fotografie.
Riprendiamo la pista lungo il Danubio dopo una quindicina di chilometri e
proseguiamo fino a quando siamo in vista di Ottensheim, sulla sponda sinistra,
che raggiungiamo con un traghetto a fune, simile a quello di Imbersago, anche se
più grosso. Visitiamo anche questo centro, vi risparmio l'aggettivo
qualificativo. Attraversiamo poi il parco fluviale (ma quanti ne hanno!)
Affrontiamo poi il tratto più faticoso e meno interessante del percorso;
mancano solo una decina di chilometri per arrivare a Linz, ma dobbiamo
percorrere una pista ciclabile corre a lato di una strada molto trafficata,
sotto il sole cocente (è il primo pomeriggio).
Finalmente arriviamo al nostro hotel e ci sentiamo subito ricompensati per la
fatica: è infatti un hotel di lusso e di classe (Hotel NiKe - Arcotel), ci
sentiamo un po' a disagio con le nostre bici e il nostro abbigliamento, ma il
disagio dura poco, parcheggiando le bici nell'immenso garage coperto ci rendiamo
conto che non siamo i soli ciclisti, siamo in buona compagnia.
Ci rinfreschiamo velocemente per approfittare del tempo a disposizione per
visitare la città.
Linz è una delle cittadine più belle dell'Austria, con una notevole piazza
circondata da edifici storici; caratteristici i tram che transitano per la
piazza, con carrozze dipinte con stili e colori vari. In piazza abbiamo
ritrovato la famigliola della prima tappa.
A Linz non possiamo esimerci dal gustare la famosa "Linzertorte" o "Torta di
Linz"; se siete golosi (come me e Lucia) e volete gustarla (è ottima) troverete
la ricetta nella pagina delle ricette di Lucia.
Dopo la sosta in una bella pasticceria (anche di queste l'Austria è
ricchissima!) abbiamo visitato il castello e una chiesa molto antica, con
degustazione di more di rovo.
La cena nel ristorante è stata all'altezza delle aspettative generate dalla
tipologia dell'hotel: raffinata (8 posate!) in ambiente tipicamente austriaco
(menu: soupe, salmone o tacchino, cioccolato e banane come dolce).
Dopocena quattro passi lungo il Donau, su area attrezzata per le passeggiate e
gli spettacoli.
Le camere sono molto spaziose con vista sul fiume, grazie alla gentilezza del
concierge.
Martedì 30 luglio
Terza tappa: Linz - Grein (68 km.)
Un'altra confortante gratificazione
dall' Hotel Nike: colazione eccellente con ricchissimo buffet, un sacco di
tavoli apparecchiati con praticamente di tutto: pane, cereali, yogurt, formaggi,
salumi, bevande, succhi, spremute, frutta fresca già sbucciata ecc. ecc.; il
tutto in numerose varietà. Ci rifocilliamo abbondantemente, rammaricandoci di
non poter gustare tutto quello che avremmo voluto.
Riattraversiamo il Donau per riprendere la pista nord. Per alcuni chilometri
attraversiamo una magnifica area attrezzata lungo il fiume, con numerosi
percorsi pedonali e ciclabili, impianti sportivi, laghetti. Le nostre aree
attrezzate sono un po' miserelle al confronto.
Per alcuni chilometri costeggiamo il fiume, poi facciamo una deviazione per
raggiungere i lager di Mauthausen. Le cartine ci indicano due percorsi: uno
corto con una salita molto ripida e un altro un po' più breve con pendenze
accettabili; seguiamo il consiglio della guida e prendiamo il secondo
itinerario. Purtroppo rimaniamo "fregati": la strada è interrotta per lavori in
corso, dobbiamo tornare indietro fino al bivio con la ripida salita e
affrontarla a piedi, dopo aver lasciato le bici ai piedi della salita. Ci
consola constatare che le magagne ci siano anche in Austria (se avessero
segnalato l'interruzione avremmo evitato un sacco di strada in salita!).
Solamente Livio affronta coraggiosamente la forte pendenza in bici; uno sforzo
maggiore che però è stato premiato, in quanto gli ha evitato di fare a piedi il
ritorno!
Della visita ai lager preferiamo non scrivere; per ciascuno di noi ha avuto un
forte impatto emotivo e non ci sembra giusto cercare di descrivere, col rischio
di banalizzarli, i sentimenti di orrore e di infinità pena che abbiamo provato.
Riscendiamo verso il fiume, facciamo acquisti (pane e bevande) in un negozietto
che faceva anche da bar; praticamente un negozio che faceva anche da punto di
rifornimento per i ciclisti, con di fronte una piccola area pic-nic; purtroppo
le panchine sono già occupate da altri ciclisti, non ci resta che scattare
alcune foto di case veramente caratteristiche e puntare verso il villaggio di
Mauthausen; pochi chilometri dopo scopriremo che QUELLO era Mauthausen! Il
numero esiguo delle case ci aveva fatto pensare ad una frazioncina. Oramai non
vogliamo tornare indietro, altri centri abitati non sono in vista, non ci rimane
che mangiare in piedi, riparandoci alla meglio dal sole a picco con l'ombra di
un albero. Non il massimo, certamente.
Fortunatamente la ciclabile si discosta poi dal Danubio per attraversare la
campagna con graziosi piccoli abitati prevalentemente agricoli; alcuni bambini
vendono delle prugnette ai rari passanti, quasi esclusivamente ciclisti.
Riprendiamo il corso del Danubio, la ciclabile corre tra il fiume e la ferrovia;
poche gocce d'acqua non fanno che accentuare la sensazione di caldo afoso.
Arriviamo a Grein, lungo una ciclabile che porta al centro del paese, passando
per un campeggio e per il porticciolo. Il Danubio è molto largo, sembra quasi un
laghetto.
Il nostro albergo (Gasthof Zur Traube) si trova su una piccola altura. E' una
pensioncina carina e senza pretese. Un paio di episodi buffi, causati dalla
difficoltà di comunicazione: la proprietaria ci segnala la possibilità di
utilizzare l'ingresso secondario, qualora fosse chiuso quello principale; Livio
ed io vogliamo provarlo, ma per raggiungerlo dobbiamo scavalcare una recinzione.
Terminata la cena chiediamo di pagare le birre, escluse dal forfait: invece del
conto ci portano quattro birre!
Dopo cena il solito giro turistico; saliamo al "castello", in realtà un palazzo
nobiliare immerso in un parco con alberi secolari; scendiamo poi al villaggio,
nella piazza principale un grande gazebo con ragazzi che cantano; ci colpisce
poi la vista di una terrazza molto affollata di un bar: nonostante i numerosi
avventori, quasi non si sentivano rumori, tutti parlavano sottovoce. Inevitabile
il raffronto con le terrazze dei nostri bar, dove un gruppetto di persone basta
a fare casino.
Mercoledì 31 luglio
Quarta tappa: Grein- Spitz (75 km.)
Ripercorriamo a ritroso la
ciclabile per passare sulla sponda sud. La prima parte del percorso è
ombreggiata, ci farebbe più tardi, nelle ore più calde della giornata;
attraversiamo molti borghetti.
Deviazione per Ybbs, per una breve visita della cittadina. C'è un curioso
monumento fatto di bici per richiamare ed invitare a visitare il museo della
bici, riconoscibile da un'insegna molto particolare: metà bici che sembra uscire
dal muro del museo.
Torniamo indietro per riprendere la strada, ma prima ci fermiamo ad un grosso
"bici-grill", area di sosta attrezzata per le bici (parcheggio, bar, servizi,
cartine, fontanella ...) Ne troveremo ancora lungo il fiume.
Passiamo sulla sponda nord (nota: mi rendo conto adesso che ho cambiato il modo
di indicare le sponde, in quanto per fare questa descrizione consulto la guida
"bikeline" Danube Bike Trail; sulle cartine di questa indispensabile guida le
sponde sono facilmente identificabili come "nord" (= riva sinistra) e "sud" (=
riva destra); la pista stavolta è assolata, in alcuni tratti corre tra il fiume
e terreni boschivi, ai margini di un boschetto avvistiamo un cerbiatto.
Passiamo di nuovo sulla pista sud, in quanto non vogliamo mancare di visitare
Melk; per attraversare il Donau facciamo un ponte visibilmente nuovo e superiamo
il dislivello grazie ad uno speciale percorso a chiocciola, con pendenze molto
moderate, riservato esclusivamente alle bici: un'altra testimonianza del
particolare riguardo verso i ciclisti. Ancora un lungo tratto assolato fino ad
una grossa diga con una serie di impianti legati alla produzione di energia
elettrica, poi imbocchiamo la deviazione per Melk.
Un consiglio a chi volesse fare il nostro stesso itinerario: prendetevi il tempo
per visitare la splendida abazia benedettina che sormonta il villaggio, ne
vale veramente la pena. Tenete conto della lunghezza della tappa e partite
presto al mattino, in modo da arrivare a Melk abbastanza presto; magari evitate
la deviazione a Ybbs.
Dunque: breve (purtroppo) visita del paesino, molto frequentato dai turisti, e
visita esterna dell'abazia.
Riattraversiamo il Donau per riprendere la pista nord. Il percorso è molto
piacevole, tocca diversi villaggi con note caratteristiche. Nella prima parte
l'ambiente è agricolo "tradizionale", ovvero campi coltivati, poi la strada
corre in mezzo a vigneti e a frutteti, soprattutto albicocche. Peccato che gli
alberi siano oramai spogli, la domenica precedente (28 luglio) a Spitz c'è stata
la tradizionale festa delle "marillen", cioè delle albicocche, e sugli alberi
non è rimasto più niente. Dovessimo rifare il percorso, ne terremmo sicuramente
conto.
Oltre agli abbondanti vigneti con muretti a secco vediamo numerose insegne di
viticoltori che vendono il loro vino; non possimo fermarci ad acquistarlo, però
stasera non rinunceremo a una buona bottiglia di vino locale.
Arriviamo piuttosto tardi (la visita all'abazia non ci stava proprio) dopo 75
km. all'albergo WACHAUERHOF, che prende il nome dalla regione del Wachau, che
abbiamo praticamente attraversato, caratterizzata infatti dalla coltivazione di
frutta (marillen) e da vigneti per la produzione di vino bianco, profumato, un
po' come i vini dell'Alsazia e del Reno.
L'albergo è bello e caratteristico, ma la cena un po' deludente: come "entrée"
brodo con "palline" di fegato!! Nessuno le ha mangiate, tranne Lucia. Poi le è
venuto l'herpes. Lei dice per la fatica...
Anche il secondo non è il massimo: arrosto di maiale oppure enormi fette di
zucchine fritte (zucchine "scappate" da un paio di settimane). Ci consoliamo con
il vino che è veramente molto buono.
Dopo cena un giretto per il paese. Mancato assaggio delle "marillenknödeln"
(il bar/trattoria stava chiudendo), troviamo però un simpatico gatto che ci
accompagna verso le rovine del castello (prima avevamo trovato un gatto uguale a
Pinto, ribattezzato Poitier da Livio).
Giretto anche sul lungo Donau da dove scorgiamo la chiesa illuminata e scopriamo
così che il centro è da un'altra parte e che il villaggio è in realtà una
cittadina abbastanza grande con numerosi palazzi storici. Nella piazza
principale ci sono ancora i "resti" della festa delle "marillen", svoltasi il 27
e 28 luglio.
Anche se non assaggiamo il liquore di albicocche, vediamo però la distilleria
più famosa, la BAILONI. Compreremo alcune bottiglie a tour terminato, quando
potremo approfittare del bagagliaio dell'auto.
Giovedì 1 agosto
Quinta tappa: Spitz - Tulln (65 km.)
Prima di
partire vogliamo fare un po' di spesa in un supermercatino. Ci è venuta voglia
di albicocche, ma hanno solamente quelle della Francia del sud: è il colmo,
nella regione delle albicocche!! Forse alla festa hanno venduto tutta la
produzione locale.
Ci consola però la visita di una chiesa medioevale con torre e cimitero, la
prima chiesa parrocchiale del Wachau (chiesa di S. Michele).
Incontriamo altri paesini molto graziosi immersi nei vigneti. Altra sosta a
WEIßENKIRCHEN, centro interessante e sede del museo dei vini del Wachau. La
chiesa è caratterizzata dalla scalinata di accesso coperta con un porticato di
legno.
La campagna cede il posto ai centri abitati, attraversiamo STEIN, dove c'è un
museo particolare, quello delle caricature.
Sosta importante a KREMS per la seconda colazione, diventata un'abitudine. Siamo
fortunati perchè troviamo un café-konditorei straordinario, dove gustiamo ottimi
strudel, i migliori in assoluto di tutto il viaggio: Lucia ed io strudel di mele
e di marillen, Simonetta e Livio strudel di mele e nußtorte. Vogliamo anche
assaggiare i marillenknödeln e ne ordiniamo due. Sono buoni (un'albicocca
avvolta nella pasta e fritta) ma non valgono sicuramente gli strudel.
Dopo Krems scegliamo il percorso nord perchè più corto di 3 o 4 chilometri.
Tutti gli altri ciclisti prendono il percorso sud, non ne capiamo la ragione. La
scopriamo però successivamente:
la prima parte è lungo un canale quasi a secco nella periferia industriale, poi
un paio di chilometri di sterrato, un breve tratto piacevole nel bosco (troppo
breve!) e poi ... il deserto dei Tartari: una pista assolata e lunghissima tra
un canale e il Donau. Guardiamo con invidia la pista sud, con tratti
ombreggiati. L'invidia diventa ancor più forte quando scorgiamo sull'altra riva
un enorme e sicuramente confortevole "bici-grill". Ci è rimasta solamente
dell'acqua tiepida e il pane comperato al mattino.
Finalmente arriviamo alla diga per passare sulla pista sud (percorso obbligato
in quanto sul lato nord non c'è più la pista). Siamo assetati e aspettiamo con
ansia il primo centro abitato indicato (così ci pare) sulla cartina. Troviamo
invece solo alcune baracche e una centrale (nucleare?) dismessa.
Dopo pochi chilometri, stanchi e rassegnati, ci fermiamo su una panchina per
mangiare un boccone; le donne non si fidano di me e Livio che vorremmo
continuare fino al paese, temono sia ancora lontano; ripartiamo e scopriamo che
il paese è a 100 metri da dove ci siamo fermati!!
Facciamo finalmente sosta in un bar fresco, con una bevanda fresca; facciamo
compere in un piccolo negozio e ritorniamo alla panchina: fa troppo caldo per
riprendere il viaggio, vogliamo riposarci e rifocillarci, Tulln, la nostra meta
odierna, è a circa 15 chilometri.
L'ultima parte del percorso è in mezzo a campi assetati con piante di ortaggi al
limite della sopravvivenza. Un interminabile argine prima dell'abitato, poi
finalmente arriviamo.
L'albergo (hotel RÖMERHOF) non è eccezionale. All'arrivo troviamo una marea di
bici e di ciclisti; molti sono arrivati in quel momento, stanno cadendo alcune
gocce di pioggia.
La cena è a buffet, abbondante ma non di grande qualità.
Dopo cena il solito giretto digestivo in paese. E' un centro moderno molto
movimentato, soprattutto da giovani. Nonostante l'orario abbiamo potuto visitare
una chiesa antica con ossario, aperta per le Sante Quarantore. Abbiamo visto
anche tracce importanti della vecchia città romana, che si chiamava
COMAGENA.
Venerdì 2 agosto
Sesta e ultima tappa: Tulln - Wien (38 km.)
Su
consiglio di un gentile abitante del luogo prendiamo la riva sud; abbiamo
ritardato la partenza perchè pioveva, ora sembra che il tempo volga al bello, e
la pista nord, altro "deserto dei tartari" non era consigliabile, soprattutto
sotto il sole.
Il primo tratto corre su un argine abbastanza elevato: da una parte il Donau e
dall'altra, in basso, casette su palafitte contro il rischio di inondazioni.
Costeggiamo la ferrovia con magazzini per lo stoccaggio delle merci fino a
KLOSTERNEUBUR. La visita della città era consigliata per il notevole complesso
dell'abazia, chiesa + chiostro. L'aspetto esteriore suscita il nostro interesse,
per cui decidiamo di fare la visita guidata, considerato anche che la tappa
odierna non è lunga e che quindi abbiamo più tempo.
La visita è stata molto interessante anche se un po' surreale: la guida parlava
in tedesco al nostro piccolo gruppo di sei persone, di cui quattro (noi) non
capivano una sola parola; fortunatamente alcuni foglietti in italiano ci hanno
aiutato a capire molti particolari e quindi ad apprezzare la visita. Quella
guidata è sicuramente da preferire, perchè permette di entrare in ambienti
solitamente chiusi per i gli altri visitatori.
Dimenticavo: la visita è stata preceduta dalla tradizionale seconda colazione in
una konditorei.
Riprendiamo la strada verso la nostra meta. L'ultima parte del percorso non è
particolarmente interessante, come non sono di solito interessanti le periferie
delle città. Arriviamo a Vienna nel pomeriggio, dopo 38 km., 340 dall'inizio.
L'hotel LASSALLE è sicuramente molto confortevole, quasi quanto quello di Linz,
però con trattamento di pernottamento e prima colazione, senza la cena.
Considerazioni
E' stata un'esperienza sicuramente bella, che ci ha dato
numerose soddisfazioni e piacevoli emozioni, anche se più faticosa del previsto,
a causa della lunghezza di alcune tappe e delle condizioni climatiche (molti
chilometri percorsi sotto il sole, alcuni col caldo afoso). Tappe più brevi ci
avrebbero permesso di visitare con calma luoghi artistici sul percorso e nelle
vicinanze. Però avremmo dovuto pedalare per un maggior numero di giorni,
con costi ovviamente superiori.
Alcune note sull'organizzazione del tour:
Ci siamo rivolti direttamente a una delle agenzie austriache che organizzano
questo tour, la OBERÖSTERREICH TOURISTIK (
www.touristik.at - info@touristik.at
); ci sono altre agenzie austriache che propongono lo stesso tour e ce ne sono
anche in Italia, come la HIKBIK ( www.hikbik.com
) che propone gli identici pacchetti (parlo solo del giro sul Danubio) ad un
costo lievemente maggiore.
Quanto è costato il tour? 896 € a coppia (448 € a testa), in camera
matrimoniale, mezza pensione (7 pernottamenti con colazione e 6 cene) compreso
il trasporto bagagli da hotel a hotel, il viaggio in battello, due traghetti, il
biglietto ferroviario da Vienna a Schärding, il biglietto per i mezzi
pubblici a Vienna, materiale informativo. Un prezzo secondo noi decisamente
ragionevole, vista la categoria di alcuni alberghi e soprattutto del comodissimo
e "impagabile" servizio di trasporto dei bagagli da hotel a hotel, veramente
efficiente.
Per il noleggio delle bici abbiamo speso 40 € a testa. Le bici erano robuste,in
buone condizioni, col cambio posteriore a 5 rapporti, solo un po' pesanti.
Buono il materiale informativo, peccato che il volumetto fosse solo in tedesco o
in inglese; ci è stata consegnata anche una traduzione, però di non facile
consultazione e comparazione col testo in inglese.
Buona anche l'assistenza, sia al nostro arrivo che durante il viaggio, anche se,
fortunatamente, non ne abbiamo avuto bisogno. Ci possiamo quindi ritenere
soddisfatti dei servizi offerti e del rapporto qualità/prezzo.
Certo, si può spendere anche molto meno, trasportando i propri bagagli sulla
bici e dormendo in campeggi o strutture tipo ostelli. Un bel po' di anni fa io
l'ho fatto (vedi "Francia") ed è stata un'esperienza fantastica. Ora apprezzo
anche le comodità di un viaggio organizzato. Come dice il famoso proverbio
milanese: zucch e melon a la soa stagion!
L'alluvione
Ripartiti da Vienna,
dove abbiamo prolungato il nostro soggiorno di due giorni per visitare la
capitale austriaca, siamo ritornati a Schärding perchè volevamo passare una
giornata a Passau, che avevamo visto solo di sfuggita. In quella graziosissima
cittadina abbiamo passato dei bei momenti lungo il Donau e l'Inn e abbiamo anche
cenato sul lungofiume.
Abbiamo spesso ripensato a quei momenti quando abbiamo visto alla televisione le
terribili immagini dell'alluvione che ha reso irriconoscibile la città,
completamente sommersa. Abbiamo anche immaginato la devastazione che l'acqua
deve aver fatto in quasi tutti i paesi lungo il Donau, soprattutto quelli che
ricordavamo lambiti dal fiume.
Inutile dire che la tragedia vissute da quelle popolazioni ci ha molto colpito,
in quanto le immagini ci proponevano enormi masse di acqua e fango che
sommergevano luoghi legati a ricordi piacevoli; abbiamo ricordato i commenti che
abbiamo fatto alla "porta dell'acqua" di Schärding, i segni che evidenziavano
l'altezza raggiunta dalle acque durante le più grandi alluvioni negli ultimi
secoli ci stupivano, non riuscivamo a credere che il livello del fiume (nel caso
di Schärding l'Inn) potesse crescere di tanto. E invece nell'agosto 2003 ha
sicuramente superato molte di quelle tacche sui muri della "porta".
Se avessimo iniziato il nostro tour qualche giorno dopo, avremmo dovuto
anticipare il rientro in Italia di più giorni, anzichè di un giorno solamente,
come abbiamo fatto.
Infatti martedì 6 agosto siamo ripartiti da Schärding con l'intenzione di
fermarci un paio di notti nei dintorni di Salisburgo; il viaggio è stato molto
piacevole, con frequenti soste nei numerosi punti panoramici sui laghetti e una
sosta più prolungata a MONDSEE; verso sera arriviamo a pochi chilometri da
SALISBURGO, sta incominciando a piovere, fortunatamente troviamo una
sistemazione confortevole e veramente economica in una delle numerose pensioni
familiari, una via di mezzo tra i nostri affittacamere e gli agriturismi.
Scarichiamo i bagagli sotto la pioggia battente che ci accompagnerà tutta la
serata, quando usciamo per cenare. Di notte la pioggia si intensifica
notevolmente, piove "a secchiate" senza interruzione, i terreni sono zuppi; nel
cuore della notte sentiamo una sirena d'allarme, immaginiamo per il rischio di
esondazione dei numerosi laghetti della zona.
Al mattino piove un po' meno forte, ma piove sempre. Decidiamo di partire, le
previsioni per i prossimi giorni non sono buone. Ci fermeremo due o tre ore a
Salisburgo, sempre sotto la pioggia, giusto per una visita fugace.
Sull'autostrada ci sono dei rallentamenti e per un po' siamo anche fermi, a
causa di esondazioni; un gruppetto di cavalli è rimasto isolato su un piccolo
rialzo in mezzo ad un prato completamente allagato; forse la circolazione è
rimasta bloccata a causa degli automobilisti che si fermavano a guardare. I
corsi d'acqua che costeggiano l'autostrada sono paurosamente ingrossati, in più
punti usciti: sono le prime avvisaglie del disastro.
Andando verso il Brennero l'intensità delle precipitazioni diminuisce, in Italia
ritroviamo il sole!
Se volete vedere alcune foto,
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